

L’ortolano apre alle sei,
ha le occhiaie e i fatti miei,
mette in fila i pomodori,
giudica la gente dagli odori.
Ha le mani
nelle casse,
le sue idee son sempre le stesse,
vende pere,
vende meloni,
ma non vende mai
le sue opinioni.
E mentre piove sopra il mercato,
lui fuma un’altra sigaretta,
dice che il mondo è cambiato e che nessuno lo rispetta.
Ha una zucchina in mano,
la guarda e poi sospira:
«Ai miei tempi
era più semplice
capire chi
ti gira intorno». (ehi)
L’ortolano non ama il maschio che le prende nell’ano,
lo dice al mercato con il dito puntato,
tra un chilo di pere e un finocchio scontato,
con il cuore in salamoia e il cervello ammaccato.
Zucchine e pregiudizi,
pomodori
e musi grigi,
parla d’amore,
ma non sa cos’è,
ha un orto gigante
e poca libertà dentro di sé. (oh-oh)
C’è un ragazzo che compra due fiori,
lui lo squadra e gli chiede i valori,
«Ma perché non ti trovi una moglie?
Che qui la tradizione non si scioglie».
Il ragazzo sorride piano,
prende il resto e gli stringe la mano,
mentre il vecchio sistema le mele
e maledice la luna e le stelle. (mah)
E la sera torna a casa,
con le scarpe sporche di terra,
ha paura di ciò che non conosce,
ma la chiama
sempre guerra.
Nel silenzio della cucina c’è una radio che suona piano,
e una zucchina dimenticata che sembra dirgli: «Sei rimasto lontano».
(ehi) L’ortolano non ama il maschio che le prende nell’ano,
lo dice al mercato con il dito puntato,
tra un chilo di pere e un finocchio scontato,
con il cuore in salamoia e il cervello ammaccato.
Zucchine e pregiudizi, pomodori e musi grigi,
parla d’amore, ma non sa cos’è,
ha un orto gigante
e poca libertà dentro di sé. (oh-oh)
Forse un giorno capirà,
quando il mercato chiuderà,
che le persone non son verdura da scegliere per forma e misura.
E tra le foglie di basilico,
con lo sguardo un po’ più umano,
forse smetterà di fare il giudice e farà soltanto l’ortolano. (ahhhh)
L’ortolano non ama il maschio che le prende nell’ano,
è rimasto da solo al suo banco di grano,
con le cassette vuote e il grembiule slacciato,
e un mondo intero
che non ha mai ascoltato.
Zucchine e pregiudizi, siamo tutti un po’ divisi,
ma sotto la terra,
lo sai anche tu,
crescono fiori che non chiedono a chi somigli tu. (ooh)
Domani apre alle sei,
mette in fila i pomodori,
forse venderà anche i fiori,
forse giudicherà un po’ meno gli amori.
Zucchine e pregiudizi…
e il mercato chiude alle sei.