

Comincia da un improvviso schioppo,
la brace scalda più d'una fornace.
Il primo cittadino
non sta in pace,
insulta per il tizzone di pioppo.
(oh,
stai calmo,
però!)
È la sua giacca
ad essere colpita,
mentre il tizzone
arde ancora piano. Se la toglie di dosso,
la getta lontano, una cosa
così mai s'è sentita.
(eh no, no,
no...)
Urla il sindaco al caldarrostaio:
«Era un regalo fatto da mia moglie!» Il fuochista di litigar non
ha voglie,
né di trasformar la piazza in pollaio.
(oh mamma mia...)
Il primo cittadino non vuol calmarsi,
ma interviene una sua parentela:
l'assessora propone una querela
ed il miglior modo per rimborsarsi.
(ma senti questa!)
L'animo scotta ben più della brace,
dalla piazza si alzano molti pareri,
sparati da finti archibugieri;
giunge il parroco e d'un tratto tutto tace.
(dai, ci siamo...)
Dice il don: «Non si deve litigare!»,
e per sedarli
indice un rosario: pur di schivare quel lungo calvario,
trovan l'accordo pur di non pregare.
(eh, allora amen...)
Il don gode del risvolto divino: l'intervento ha messo pace,
raffreddando pure la brace,
e finisce a caldarroste e vino!
(e fine!)